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La chiesa della Salute

Ogni 21 novembre

Nel '600 la Serenissima combatteva per liberare i territori italiani dagli spagnoli. Assieme agli spagnoli c'erano i tedeschi. E, con i tedeschi, arrivò anche il morbo della peste. 

Nel giugno del 1630, oltre i soldati di ritorno a casa, arrivò a Venezia anche l'ambasciatore del ducato di Mantova. Provenendo da una zona infetta, fu messo in quarantena nell'isola del Lazzaretto Vecchio. Bastò un'unica persona, un falegname di Venezia, a contatto con l'ambasciatore che a ritorno alla sera a casa propagò il morbo a tutta la città. Prima nella zona di S.Vio e poi dappertutto. 

I Provveditori alla Sanità, già operanti durante la grossa epidemia del 1575, emanarono molte disposizioni come bonificare le case insane, dividere gli ammalati nei vari ospedali e mandare a lavorare nelle campagne le persone non infette. Il patriarca Giovanni Tiepolo ordinò preghiere pubbliche in tutta la città e processioni. Le vittime solo nel mese di novembre furono 11.966. Si pensò allora di fare un voto di edificare un tempio a Dio, come avevano già fatto con la chiesa del Redentore nel 1576, dedicando alla Madonna una Chiesa alla Vergine Santissima intitolandola Santa Maria della Salute. Dopo un anno e mezzo e con quasi 50.000 vittime la peste finì.

Nel gennaio del 1632 furono abbattute le case del Seminario vicino la punta della Dogana per far posto alla nuova costruzione. Il 28 novembre fu decretato giorno ufficiale della liberazione del morbo. Il tempio venne consacrato il 9 novembre 1687 e la data della festa fu spostata definitivamente il 21.

Un ponte di barche viene costruito per l'occasione sul Canal Grande dove moltissimi veneziani si recano a pregare all'interno della chiesa vuoi per fede, vuoi per tradizione. Bancarelle con ambulanti vocianti vendono candele di tutte le dimensioni, candele che finiscono in braccio al chierichetto messo apposta all'ingresso: in pratica un passamano ambulante/fedele/chierichetto.

Bancarelle di dolciumi, frittelle e a prodotti della Sicilia assieme a venditori di palloncini gonfiati a elio e raffiguranti Picachu, Dragon Ball e C. e altri miserabili souvenir fanno da contorno a questa coreografia pagana. 



La chiesa della Salute


Venditori di candele